Scrivo un blog perchè sono un cittadino

Scrivo un blog perchè sono un cittadino
fonte: web

José de Sousa Saramago, premio Nobel per la letteratura nel 1998, è morto nella sua casa di Lanzarote il 18 giugno 2010. È incredibile come la morte di questo personaggio, conosciuto ma di certo non pubblico, si sia trasformata in una parentesi mediatica estremamente redditizia. Infatti, se fino a qualche settimana fa non conoscere lo scrittore e la sua opera era cosa del tutto accettabile oggi non si può fare a meno di inciampare nei suoi libri debitamente ammonticchiati negli angoli delle librerie o alle casse dei supermercati.

Gli articoli e i necrologi che lo ricordano hanno affollato telegiornali e quotidiani. Tutti hanno qualcosa da dire. C’è chi lo ricorda come scrittore, chi come militante, chi come uomo. I berlusconiani lo apostrofano comunista, la sinistra lo acclama profeta mentre il Papa lo condanna alle fiamme eterne, confermando i concetti di pluralismo e di misericordia divina tanto cari a Santa Madre Chiesa. Per quanto mi riguarda, vorrei ricordare Saramago per la coerenza che ha saputo dimostrare con la sua vita e le sue opere portando avanti le proprie convinzioni e contribuendo, da vero intellettuale, ad alimentare il dibattito pubblico su questioni controverse e strumenti non convenzionali come il Blog.

Proprio così quello che mi ha più colpito è che uno scrittore famoso e, diciamolo pure, anzianotto tenesse un blog con la stessa naturalezza con cui si usa un quaderno per gli appunti: un’ esercizio di scrittura quotidiana e frazionata in cui l’autore si confrontava con la sua vita personale e con quello che capitava intorno a lui.  Perché farlo giacché era evidente che alla fine i suoi post sarebbero stati pubblicati in un formato più “classico”? La risposta sta nella filosofia stessa di Internet che permette a un pubblico più vasto e più abituato al formato digitale di accedere ai contenuti gratuitamente e di ribattere se interessati. Nel suo blog Saramago esprime ciò che pensa senza mezzi termini né compromessi (tanto che la casa editrice Einaudi non ha voluto pubblicare i suoi Quaderni di Lanzarote) perché questo è il potere del web: avere uno spazio democratico per scrivere comunicare e condividere idee ed opinioni. Detto questo a tutti quelli che sostengono che quella dei blog sia solo una moda passeggera rispondo che si sbagliano. Si sbagliano perché i blog nascono dalla necessità dei cittadini di essere ascoltati in un mondo in cui i mezzi di comunicazione mainstream sono sempre più inaccessibili. Saramago ci ha fatto capire che il blog non è un genere letterario ma uno spazio letterario che come cittadini abbiamo il diritto e in un certo senso il dovere di usare.

“Come scrittore, credo di non essermi mai separato dalla mia coscienza di cittadino. Ritengo che dove va uno, dovrà andare l’altro. Non ricordo di aver scritto una sola parola che fosse in contraddizione con le mie convinzioni politiche. Ma questo non significa che abbia mai posto la letteratura al servizio diretto della mia ideologia. Voglio dire, piuttosto, che nella scrittura cerco, in ogni parola, di esprimere la totalità dell’uomo che sono.”

Laura Ceglia

Laureata in Comunicazione Pubblica e Internazionale approda a Gheminga dopo aver a lungo girovagato. Spagna, Argentina, Belgio: tra un aereo e l'altro ha scritto due tesi sugli effetti della comunicazione politica e ha lavorato nel contesto della progettazione europea in materia di Media Literacy e protezione del telespettatore. Attualmente in cerca di occupazione si diletta a esplorare i meandri del web 2.0 e interessandosi di marketing non convenzionale (viral, guerrilla, buzz, etc..), new-tecnology e social media.

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