Spazio Urbano #00
La teoria dello spazio urbano è un concetto fortemente perseguito negli studi di urbanistica, dove si cerca di definire e quantificare il limite e l’espressione che possa avere un luogo all’interno delle città.
Uno spazio in realtà è praticamente impossibile da definire e limitare, a meno che non venga circoscritto e inserito dentro dei limiti fisici precisi, definiti e concreti.
Il concetto di spazio fa pensare all’infinito, all’affascinante inconsistenza della materia e all’infinità degli elementi.
Proprio gli elementi che costituiscono tale spazio sono gli elementi che vanno studiati e analizzati per rendere unico e specifico un luogo della città, un arredo urbano, uno spazio cittadino.
Urbano significa della città, da urbs-urbis, ma quindi anche del cittadino, in quanto il termine urbs veniva sempre associato a polis e civitas.
Lo spazio delle città è lo spazio del cittadino dunque, un luogo designato per la comunità, pensato e disegnato per le persone che ne usufruiscono.
Nella moltitudine delle ipotesi di rappresentazione di uno spazio è difficile andare a capire quale sia la “migliore” o la più indicata per quel determinato luogo o quella specifica città, anche perché la città e i suoi luoghi sono formati a loro volta da una moltitudine di persone, di attori e di espressioni cittadine, uniche, specifiche e infinite, proprio come gli elementi dello spazio.
In questa immensità di elementi e costituenti dello spazio urbano lavora l’urbanistica, almeno in parte, attraverso una libertà d’espressione e d’immaginazione ma limitata alla concretezza delle sue azioni e delle sue funzionalità.
Uno spazio deve essere per prima cosa funzionale, e la sua funzionalità deve essere pensata per il cittadino, per il contesto urbano sul quale va ad agire.
Il fascino e la bellezza delle città sono proprio l’espressione e le sfumature dell’agire delle persone che ci vivono; le situazioni che si creano e le potenzialità dello sfruttamento dello spazio fisico, trascendono in qualche modo la limitatezza della funzione per cui è stato concepito uno spazio urbano, e spingono verso il carattere e l’immaginario della spontaneità che suscita la semplice vista o l’attraversamento di un luogo in città.
Il carattere dello spazio urbano è l’espressione delle città e dei suoi cittadini; un carattere ricco di valenze, ibrido, stratificato e, per certi versi, ambiguo e contraddittorio.
Lo spazio urbano ha un’identità meticcia, di continue relazioni e mediazioni e, proprio per questo, rappresenta il concetto della modernità estrema.
Così come uno spazio urbano, questo ritaglio della rivista vuole essere un tessuto di urbanistica che accoglie l’espressione delle vicende cittadine sotto tutte le sue trame, le sue forme e diversi punti di vista.
Uno sguardo nuovo, moderno, interessato, critico e consapevole delle dinamiche delle città che esula dalle sue funzionalità tipiche per parlare e rappresentare l’insieme delle idee e delle immagini dei cittadini che vivono e caratterizzano lo spazio urbano.



3 Comments
Noi siamo ciò che mangiamo, ciò che respiriamo e anche la città in cui viviamo…sarà per questo che a Milano siamo sempre tutti un po’ tristi?
…Mi piace pensare che i marciapiedi ci conoscano e che sorridano quando ci incontriamo…
Lo spazio urbano a mio parere è il luogo in cui formare socialità: ove ritrovarsi tra amici, dove fare due chiacchiere con un passante, ove sostare per una pausa. Allo stesso tempo alcuni elementi d’arredo urbano possono diventare un punto di riferimento, un elemento che richiama bei ricordi o all’opposto, qualcosa che si vorrebbe dimenticare. La creazione di queste relazioni e sensazioni, dipende da come lo spazio urbano e gli elementi d’arredo presenti in esso vengono progettati e collocati e a seconda del contesto, e ovviamente degli utenti, ne deriverà un uso o meno appropriato. La mancanza di un determinato elemento d’arredo urbano in un luogo può limitare la formazione di relazioni, mentre al contrario, la presenza di esso in un contesto appropriato, può provocare la formazione di reazioni a catena. Basti pensare alla panchina da cui ‘Forrest Gump’ ha raccontato la storia della sua vita: un viavai di persone che aspettavano l’autobus e che si fermavano ad ascoltare una storia affascinante. E tutto il meccanismo è derivato proprio dalla presenza di quella panchina. Sarebbe stato lo stesso se non ci fosse stata? Si sarebbe creato comunque quel meccanismo di confidenze se Forrest fosse rimasto ad attendere in piedi? E chi si sarebbe fermato tanto a lungo?
Un albero, un’area verde in una piazza, una comoda panchina, una piccola fontana,… sono elementi che sono determinanti e che danno modo agli utenti di fermarsi un momento dalle proprie attività. Sostare in uno spazio privo di quegli stessi elementi non garantirebbe la stessa facilità e avverrebbe di rado. Gli elementi presenti all’interno di uno spazio urbano per tanto determinano il valore dato ad un luogo: se uno spazio è mal studiato infatti non ci sentiamo bene in esso; se invece è curato, diventa un luogo che desideriamo sfruttare e possibilmente ritrovare.