Le conquiste non saranno mai per sempre!

Diceva così Giuseppe Di Vittorio, fondatore della CGIL. Mai come oggi le sue parole tornano attuali.
Mentre in Germania una multinazionale come la Siemens firma un accordo con i sindacati secondo il quale garantisce il contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutti i 128mila dipendenti del gruppo in Germania (fonte: Die Welt) e si prende l’impegno di non licenziare personale senza il consenso dei comitati dei lavoratori, in Italia ricomincia la battaglia per i diritti di cui si ottenne il riconoscimento 40anni fa e che oggi con un colpo di mano le più grandi multinazionali italiane tra cui la Fiat hanno screditato dall’oggi al domani, con i licenziamenti politici (vedi caso Melfi) e con l’accordo singolo tra le parti, andando comunque a produrre all’estero.
Come rispondono gli italiani a questa politica?
È da quest’estate che leggiamo periodicamente sui giornali di Landini, della Fiat, di Marchionne, di Melfi e dei “licenziati politici” di cui è stato ordinato il reintegro, inizialmente rimasto inascoltato dalla fabbrica, “Pomigliano non si piega” e slogan del tipo “Lavorare meno lavorare tutti”.
Ma non si tratta di un caso semplicemente legato alla Fiat. I metalmeccanici sono “lo zoccolo duro” dei lavoratori, sono coloro che più di altre categorie sono stati in grado di unirsi e lottare per i propri diritti di lavoro.
Mi capita spesso di sentire i commenti di parenti e amici ai titoli sui giornali su quello che sta facendo la Fiat: tutti negativi, tutti a favore del mantenimento dei diritti dei lavoratori finora dati per scontati.
Ma quanti saranno coloro che pur commentando così i titoli dei giornali, decideranno di manifestare pubblicamente come la pensano?
Il 16 ottobre a Roma non sfileranno solo gli operai della Fiom, ma anche tanti altri cittadini che vedono lesi i diritti di lavoratori come loro e che temono che questo possa aprire una faglia in tutti i settori.
Ulderico Pesce, autore e attore teatrale sostiene: “ In piazza per dire: La politica deve recuperare passione, umanità e deve riconoscere i diritti della gente, dei padri, delle mamme, dei bambini. Bisogna recuperare i diritti primari. I lavoratori italiani non possono essere trattati come schiavi!”

Dopo il 16 ottobre il resoconto della manifestazione.

HTTP://WWW.FIOM.CGIL.IT/EVENTI/2010/10_10_16-MANIFESTAZIONE_NAZIONALE/DEFAULT.HTM

Cristina Bianchi

Cittadina del mondo, sociologa e scrittrice per passione dell'altra informazione, mi interesa tutto ciò che è sociale, ambiente, diritti, cooperazione, e potrei continuare a lungo! Slogan: "Mosé era solo un passatavole" - by Pres. del Consiglio

One Comment

  • francesco
    11/02/2011 | Permalink |

    Però penso che ci dobbiamo rendere conto, soprattutto nella realtà post-crisi, che niente è come prima. La verità è che in Italia con conviene produrre, le ragioni le sappiamo: costo dell’energia, burocrazia, costi di start-up più alti causa criminalità organizzata, giustizia civile ecc ecc. Non è colpa degli imprenditori che se ne vanno, ma della politica che non è stata in grado di garantire condizioni vere di competitività. Allora mi viene da dire che i diritti rischiano di essere una scatola vuota se non possono essere esercitati

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