Dopo l’aggressione alla sede Cisl: oltre l’accerchiamento

Dopo l’aggressione alla sede Cisl: oltre l’accerchiamento
fonte: web

Non essere amati è soltanto cattiva sorte; non amare è una tragedia. Tutti noi oggi stiamo morendo di questa tragedia. La violenza e l’odio infatti disseccano il cuore nel profondo la lunga lotta per la giustizia e l’amore che pure l’aveva ispirata. Nel clamore in cui viviamo, l’amore è impossibile e la giustizia non basta.
(A. CAMUS, Les justes, 1950)

Dopo aver visto gli attivisti di Action (Centri sociali- area disobbedienti) prendere di mira con uova, vernice rossa, insulti, volantini buttati sulle scale, la sede nazionale della Cisl, realtà con la quale collaboro ormai da oltre quattro anni, devo riconoscere di non aver provato sdegno, come in altre analoghe situazioni, ma una profondissima tristezza.

Non voglio entrare nel merito politico delle questioni che dividono il sindacato in questi ultimi mesi, ma mi sembra ci sia un profonda sottovalutazione del clima di odio e di violenza che sta montando in queste ultime settimane, dove episodi simili si sono ripetuti in tutto il territorio nazionale.

Come ha scritto un valente dirigente della Fim Cisl, Antonio Sansone, la Fiom, o almeno buona parte di essa, reagisce ai cambiamenti economici e sociali che la crisi economica ha accentuato, armandosi di paura e diffondendola nella società e nei luoghi di lavoro. Questa organizzazione affronta il cambiamento ricorrendo alle munizioni del protezionismo, dell’allarme verso il diverso e, talvolta, della violenza e della sopraffazione.

Come ha scritto Sansone, sul piano sindacale, agitare le paure è l’esatto contrario del ruolo e della missione del sindacalista; se il sindacalista non è portatore della speranza, come benzina di un cambiamento che affronti e risolva i problemi, commette un grave errore nella gestione del ruolo di cui è chiamato.

Io credo in un sindacato che sappia, invece, riscoprire la mutualità, includere i giovani, costruisca reti solidali orizzontali di cittadinanza, rilanci la lotta per il lavoro dignitoso nel mondo, sia luogo di solidarietà collettiva nell’età dell’incertezza e, troppo spesso, della paura.

Credo in un organismo sociale che sappia liberarsi da una tendenza che alcuni autori hanno definito di “accerchiamento”1.

Ma per rilanciare un minimo di processo di unità, perlomeno di azione, tra i sindacati confederali e di settore non è possibile tollerare quello che sta avvenendo in questi giorni: identificare con la categoria del tradimento e della corruzione quella che è semplicemente una netta e assolutamente legittima divaricazione di scelte sindacali e contrattuali.

Aggiungo una nota forse meno scontata: sembra quasi che non ci sia più il posto per confrontarsi nel merito, per riconoscere un pluralismo di idee ed un metodo inclusivo per raggiungere decisioni.

Tutto questo favorisce, certo non giustifica minimamente, azioni di una violenza che ricorda periodi molto più bui in cui la sedi sindacali e del movimento cooperativo venivano assaltate da squadracce dal colore nero.

Il sindacato è certo un agente contrattuale, ma, almeno potenzialmente, anche un’infrastruttura sociale di speranza.

Non lasciamo spazio alla prepotenza e alle prevaricazioni e rilanciamo il cuore e il senso del nostro impegno.

- – – -

1. G. Baglioni: L’accerchiamento. Perché si riduce la tutela sindacale tradizionale. Il Mulino, Bologna, 2008

Francesco Lauria

Dottore di ricerca in diritto delle relazioni di lavoro. Collabora con il Dipartimento Mercato del Lavoro e Formazione della Cisl nazionale e con Adapt - Centro Studi Marco Biagi.

3 Comments

  • cristina
    12/10/2010 | Permalink |

    certo che la cisl fosse il sindacato degli industriali questo era chiaro fin dai tempi dei tempi. parliamo di speranza… vallo a dire a chi deve fare i doppi turni alla fiat, a chi chiede chiarezza e invece trova che il suo sindacato non proferisce parola quando si tratta di prendere posizione. chiaro che poi la gente (magari già quelli un po’ più focosi e meno equilibrati) perde la pazienza…
    io non giustifico atti di violenza, ma dall’articolo che leggo mi sembra che non ci siano state minacce o vioenza solo vandalismo. cosa che peraltro mi sembra più simbolica che altro: uova e colori… ma se ci sono stati fatti più gravi scriveteli pure perchè io non ne sono a conoscenza!
    mi sembra invece più grave che le persone non possano fare più di tot giorni di malattia, come se uno potesse decidere quando è malato, che i controlli vengano rafforzati solo in questo senso e non su chi invece mette i suoi capitali all’estero per non pagare le tasse e anzi gli si agevola anche la ripulitura fiscale con lo scudo… non vorrei andare fuori tema, ma è chiaro che è tutto collegato e che poi la gente si stanca e rischia di fare delle sciocchezze! e mi sembra che chi ci sta con più chiarezza siano quelli che prendono posizione (FIOM): almeno mostrano una linea, una tendenza chiara e non un buonismo il cui unico scopo non è risolvere i problemi ma mettere d’accordo tutti con una poltrona a te e una a me! questa è la democrazia a cui vi riferite?

  • Francesco Lauria
    12/10/2010 | Permalink |

    Sinceramente basito per questa superficiale arroganza. Peraltro denoti una certa ignoranza sul piano sindacale. Detto questo vatti a vedere le centinaia di accordi in deroga firmati dalla Fiom per salvare l’occupazione e poi le tue granitiche certezze crolleranno in fretta. Saluti.

Leave a comment

Add your comment below, or trackback from your own site. You can also subscribe to these comments via RSS.

Your email is never shared. Required fields are marked *